Girardi, "Il Pomigliano ha esercitato un proprio diritto. A Taranto ho lasciato il cuore"

Raccontaci cosa è successo durante Pomigliano-Taranto. Qual è il tuo punto di vista in merito a ciò che è accaduto?

"Io non ho nulla contro il Taranto, nè contro il Pomigliano. L'arbitro mi ha ammonito la prima volta per proteste, la seconda come si è visto anche dalle immagini, dopo aver subito una gomitata alla testa, lui ha fermato il gioco per farmi soccorrere. Una volta uscito dal campo, ho ricevuto le cure del massaggiatore e quando la palla è stata rimessa in gioco, in un primo momento l'arbitro mi ha fatto cenno di rientrare, poi si è accorto che la palla era stata giocata sul terzino destro del Taranto e quindi mi ha stoppato. Come da regolamento mi ha ammonito, ma io mi ero comunque disinteressato della palla perchè non era mia intenzione intralciare l'azione. In quel momento ho avuto anche un dubbio sul tipo di punizione assegnata, però io non ho nulla contro il Taranto, ho solo visto un cenno dell'arbitro e subito dopo un altro. Il Pomigliano ha fatto ricorso, io ho scontato la mia giornata di squalifica e il Pomigliano ha esercitato il suo diritto. Mi è stato detto che l'ho fatto volontariamente, ma io contro il Taranto non ho nulla, anzi, sono molto legato alla piazza e ho tanti amici in città. A Taranto ci ho lasciato il cuore e mi dispiace per come sia andata a finire negli anni in cui sono stato in rossoblu. In estate sono stato chiamato anche dal direttore Montella, ma per delle scelte di vita, per portare avanti l'università, non posso più allontanarmi da casa. A Taranto ci sarei tornato a piedi e mi dispiace anche che sia in questa categoria perchè non la merita."

Credi che senza l'espulsione sareste riusciti a fermare o a battere il Taranto?

"Il pallone è rotondo, ce la saremmo giocata in parità numerica, il Taranto dopo la mia uscita ha preso il sopravvento e ha iniziato a giocare a una porta sola, alla fine il goal è arrivato, ma alla fine l'episodio lascia il tempo che trova"

Cosa ne pensi dell'organico dei rossoblu? Chi vedi come favorita alla vittoria finale?

"Per me il Taranto già dal primo giorno è l'unica candidata alla vittoria. La società sa fare calcio, la curva nord è magnifica e i tifosi sostengono sempre la squadra. L'organico è ottimo per la serie D e hanno tutti i mezzi per arrivare fino infondo. Per me sia il Cerignola che il Picerno non sono al livello del Taranto, nel girone di ritorno usciranno le vere qualità dei rossoblu. Restano loro i candidati alla vittoria finale."

Quali sono i ricordi più belli che hai della tua esperienza in riva allo ionio?

"I ricordi più belli sono tanti. Io ricordo di essere arrivato a fine gennaio quando allo stadio c'erano pochissime persone perchè il Taranto non viveva un buon momento. Poi arrivò Dionigi ed è stato un anno e mezzo fantastico. Nonostante i play-off persi tutti sanno che in campo davamo l'anima, era una squadra forte fatta prima di uomini che di calciatori. Bello era vedere 5000 persone che ti aspettano quando torni da Reggio Emilia, altrettante presenti a Roma. Sono arrivato con 1500 persone e sono andato via con 12000. Posso solo parlare bene di Taranto, rimane il rammarico di non aver dato un seguito a quanto di buono fatto. Se si fosse andati in B, io sarei rimasto lì e avrei comprato casa a Talsano, ci ho lasciato il cuore a Taranto. Però da lì ho avuto nuovi stimoli, ho intrapreso un percorso parallelo al calcio iscrivendomi all'università e a volte è duro dover dire di no ad una chiamata come quella del Taranto come accaduto quest'estate, ma sono coerente con ciò che faccio, soprattutto data la situazione del calcio di oggi."

Simone Pulpito