Vittoria doveva essere e vittoria e stata: il Taranto si sbarazza abbastanza agilmente del Granata Ercolano in quel di Mugnano per due reti a zero, una per tempo, messe a segno entrambe dal suo uomo migliore, Stefano D'Agostino.
La partita, inoltre, ha visto l'esordio di Vito Di Bari al centro della difesa ionica, e di Damiano Menna, schierato nella ripresa come terzino destro.
Sono sintetizzate qui le peculiarità più interessanti di questa partita, da molti ritenuta interlocutoria in vista della sfida infrasettimanale contro la capolista Picerno.
Il Taranto, fin dalle prime battute, si mette in evidenza con Di Bari, difensore di ruolo, ma regista basso per propensione, da cui partono tutte le azioni di gioco, anche quelle che normalmente prevedono il rinvio lungo del portiere.
Con il difensore tranese il Taranto acquista più padronanza di gioco e sicuramente un palleggiatore in più, sopratutto in quell'area di campo dove, fino ad ora, sono mancate le giuste geometrie e la necessaria serenità.
Menna, poi, schierato come terzino destro, seppur per solo venti minuti di gioco, ha fatto vedere di che pasta è fatto: giocatore molto forte fisicamente, con un discreto piede ed un senso tattico importante: infatti il difensore abruzzese può indifferentemente giocare sia come centrale difensivo che come terzino di piede destro.
Infine ci sarebbe da sottolineare con un evidenziatore indelebile la prestazione e l'importanza globale di Stefano D'Agostino, parte integrante e allo stesso tempo valore aggiunto di questo Taranto: non è solo il capocannoniere del girone, con dieci marcature in tredici incontri, ma è il fulcro continuo dell'azione del Taranto: da lui passano idee, geometrie, vengono dettati i tempi della manovra e, mai come riesce a lui, accende o spegne la luce dei riflettori sulla partita.
Per il commento critico sulla partita c'è da dire che il Taranto, come capita ormai da tre partite a questa parte, trova prestissimo il vantaggio, questa volta al quarto minuto di gioco con il suo fantasista D'Agostino: un tiro velenoso, ma non irresistibile che sfugge dai guantoni di Lombardo e termina in porta.
Ancora D'Agostino ci prova dalla distanza in altre due circostanze, una delle quali si traduce con un palo clamoroso colpito con un tiro da venticinque metri.
Le occasioni di Favetta, colpo di testa fallito a due passi dallo specchio della porta, e il tiro al volo di Salatino respinto da Lombardo in angolo su bella azione corale del Taranto, legittimano il vantaggio degli ionici. Nel mezzo una traversa piena colpita da Mattera fa tremare il Taranto: l'occasione era giunta per errore in appoggio di Bova su Marsili, il passaggio risultava corto e veniva intercettato dal giocatore campano, la cui conclusione poi per un soffio non si tramutava in gol.
Questa l'unica, grave, sbavatura del Taranto, a cui faremmo volentieri a meno. Perché risulta essere, come purtroppo accade quasi ad ogni partita, un regalo gratuito all'avversario quasi a rimetterlo volontariamente in gioco. Questa volta non succede, ma il Taranto deve saper imparare la lezione.
Nella ripresa i rossoblu assorbono bene la pressione avversaria nei primi dieci minuti di gioco, quando il Granata compirà lo sforzo maggiore per acciuffare il pareggio.
Il Taranto, invece, riesce a raddoppiare ancora una volta con il genio genovese D'Agostino: il bravissimo Massimo è decisivo nell'insistere su una palla che sembrava persa, a cui fa seguito un passaggio preciso ed efficace per il numero cinque tarantino che compie una finta a spiazzare Della Monica e, liberatosi, scaglia un tiro violentissimo sotto il sette della porta del Granata. Il Taranto mette così in cassaforte il risultato.
Nei minuti a seguire la consueta girandola delle sostituzioni: oltre a Guadagno e Menna, entrano Croce (enorme occasione non sfruttata di testa su cross di Marsili), Squerzanti e Bonavolontà. Il Taranto poi colpirà ancora un legno, palo su punizione di un inarrestabile D'Agostino.
Il Taranto ora deve ricaricare le batterie, portare a casa tutto quello che ha di guadagnato sul piano della convinzione e della fiducia dei propri mezzi dopo un Novembre nerissimo, e prepararsi alla sfida decisiva contro il Picerno in casa Mercoledì.
Non bisogna fare calcoli, ma la vittoria è da portare a casa. Il Taranto infatti ha ancora sei punti da recuperare sui lucani che, nel turno di domenica, hanno battuto largamente il Sorrento per 5 a 0 in casa. Questi, però, nei prossimi due turni affronteranno il Cerignola e il Bitonto. L'incrocio tra queste squadre di altissima classifica darà un volto importante allo schieramento al termine del girone d'andata.
L'obiettivo, per il Taranto, è terminare quanto più vicino possibile alla prima posizione.
C'è da stringere i denti e c'è da dimostrare, senza remore, tutto il valore e la bontà di questa squadra. Allo Iacovone c'è da sostenere i rossoblu in questa partita che può valere una stagione.
Paolo Fine