Non si era fatto a tempo, a cominciare a spegnere le luci della ribalta riguardanti il campo B dello Iacovone (i lavori stanno procedendo secondo il nuovo cronoprogramma che prevederebbe la consegna entro la fine di ottobre, ma realisticamente andremo, secondo il parere di chi scrive, non prima della metà di novembre) che una nuova "tiritera" inizia, tra rulli di tamburi e segnali di fumo, preoccupanti, tali quasi da far disotterrare le asce di guerra.
Andiamo con ordine. Stiamo parlando del campo A dello Iacovone, ovvero l'impianto che il Taranto utilizza le domeniche per disputare le gare di campionato.
A fine agosto, in concomitanza dei lavori al campo B, la società Taranto, NON PROPRIETARIA DELL'INTERO IMPIANTO, MA USUFRUITORE DELLO STESSO DIETRO CORRESPONSIONE DI UN CANONE MENSILE, non potendo utilizzare durante la settimana lo Iacovone B, per preparare l'impegno domenicale, chiese a tutti i Comuni della Provincia, la possibilità di usufruire dell'impianto sportivo ricadente nel loro territorio, al fine di preparare le gare di campionato su un terreno in erba sintetica di ultima generazione, onde evitare di svolgere gli allenamenti allo Iacovone A che, già all'epoca, era, come in genere si definisce, "stressato", ovvero in fase di perdita del manto erboso e in alcune zone presentava dei piccoli avvallamenti, tali, nella passata stagione, di causare traumi muscolari ad alcuni atleti rossoblu, tra i più importanti di quella formazione o rosa.
L'impegno sarebbe di circa una quarantina di giorni, partendo da fine agosto poi, in occasione della gara con il Sorrento, l'Ente PROPRIETARIO della struttura sportiva, IL COMUNE DI TARANTO, a seguito anche delle rimostranze di mister Ragno, comunicò che si sarebbe intervenuto sul campo A dopo la gara con l'Altamura approfittando dei 15 gironi di stop, rispetto alla gara successiva interna. In realtà ci sarebbero voluti almeno una ventina di giorni perchè l'erba attecchisse e quindi cresciuta in maniera accettabile, ma non ottimale, in quanto era specificato sulla lunghezza dei tempi.
Addirittura sembrerebbe che sia stato anche richiamato lo storico giardiniere del Taranto calcio, andato giustamente in pensione un paio d'anni fa, Oronzo Casaello, che ha, per oltre un trentennio, curato il manto erboso con la dolcezza ed accortezza manifestata dal padre verso il proprio figlio.
A questo punto nei giorni scorsi si è paventato che si corra il concreto rischio di una gara dei rossoblu da disputarsi in campo neutro, proprio al fine di non stressare il nascente manto erboso, i cui interventi dovrebbero iniziare a giorni. Un rischio, concreto o meno, che ha allarmato i tifosi ionici e, di conseguenza, anche i 1800 abbonati che, fidelizzandosi, hanno sottoscritto una tessera per 16 partite (la 17^ è la classica gara "pro Taranto), pertanto il rischio di dover affrontare una trasferta, per un match, sulla carta casalingo, crea preoccupazione per lo stato dello Iacovone A e rabbia per l'abbonato di dover, o poter, "saltare " un match, preventivamente, pagato.
Alcuni tifosi, ben informati e arrabbiati per tale evenienza, attenzione non vi è nulla di concreto e deciso, ma sono dei "pour parler", in modo IPOTETICO vorrebbero, o sarebbero tentati, a dir la verità, di intraprendere le vie legali per tutelare il proprio diritto di consumatori.
Ed allora, come in queste occasioni spesso accade, una serie di quesiti si pongono.
1) Chi è il PROPRIETARIO dell'impianto e chi il soggetto FRUITORE dello stesso, accordato dietro stipula di un contratto d'utilizzo ed il versamento di un canone?
2) Alla firma della convenine, IL PROPRIETARIO ha consegnato il campo in condizioni tali che il FRUITORE non incorresse in problemi inerenti la sua utilizzazione?
3) Nelle more del contratto, era chiaro quali fossero gli interventi di MANUTENZIONE STRAORDINARIA e quelli di MANUTENZIONE ORDINARIA ?
4) Nel momento che il Taranto calcio FC 1927 ha comunicato, al PROPRIETARIO della struttura, l'esigenza di dover migrare in provincia durante la settimana, avendo chiarito i motivi del NON UTILIZZO del campo A, quale risposta ha ricevuto?
5) Al momento della sottoscrizione degli abbonamenti, il Taranto calcio era a conoscenza della data di inizio degli interventi al manto erboso e, in ogni caso, se il campo non fosse stato agibile (ma la LND non ha emesso alcun comunicato con all'oggetto qualcosa inerente lo stesso Iacovone) per il problema del manto erboso, quali sarebbero le responsabilità del massimo club calcistico cittadino in quell'ipotesi?
6) Sarebbe stato un gesto masochistico quello della sottoscrizione degli abbonamenti, sapendo che il terreno di gioco si sarebbe presentato in questo carente stato, tale da dover eseguire interventi decisivi per rivedere l'erbetta inglese, classica degli impianti di una certa importanza e nei centri o città con una storia calcistica, importante, alle spalle?
7) Insomma, dove si desumerebbe il dolo verso i tifosi fidelizzati che, pur comprendendoli, si rivolgerebbero, a prescindere per la costituzione di una "class action", causato da un evento straordinario, NON ADDEBITALE alla Società rossoblu?
8) Converrebbe attivare un "class action", ovvero un'azione condotta da uno o più abbonati che chiedano eventualmente il RIMBORSO della gara da disputare in campo neutro, quando ovviamente si dovrebbero anticipare dei costi che sarebbero sicuramente superiori al costo o tagliando d'ingresso della partita?
9) Converrebbe creare tanto subbuglio, tale da costringere la Società a doversi rivalere sul PROPRIETARIO dell'impianto, con il concreto rischio di "incrinare"i buoni rapporti intercorrenti tra i due soggetti, interessati, ovvero la stessa Società ed il Comune?
Iniziamo con il chiarire che il COMUNE DI TARANTO è PROPRIETARIO DELLA STRUTTURA DELLO IACOVONE e IL TARANTO CALCIO, usufruisce della struttura dietro la corresponsione di UN CANONE MENSILE, annualmente, ritoccato secondo gli Indici ISTAT di riferimento.
La manutenzione straordinaria, come i lavori al campo B e gli interventi allo Iacovone A, dettati dalla Lega Pro. e quindi anche al manto erboso, sono a carico del COMUNE DI TARANTO (che in verità si è resa parte diligente per intervenire quanto prima, sul green dell'ultra cinquantenario stadio ionico), mentre, oltre alle utenze, la cosiddetta "MANUTENZIONE ORDINARIA", è a carico del TARANTO CALCIO. Non è un caso che la società del patron Giove, per preservare il residuo manto erboso, abbia comunicato l'emigrazione della squadra, durante la settimana, verso Castellaneta, la cui Amministrazione è stata l'unica sensibile alla problematica della truppa rossoblu.
Chiaramente, nel mese di luglio ed agosto, in occasione della campagna abbonamenti non si evincevano problemi di sorta per il manto erboso ed infatti i fenomeni si sono presentati dalla gara con il Nardò, per poi, a vista, peggiorare, ma non tanto da impedire alla squadra di poter disputare gli incontri.
Quindi nessun dolo per la società di Giove, anche se la legge dice che in una "class action", il consumatore si rivolge al soggetto che ha sottoscritto l'abbonamento, poi costui dovrebbe rivalersi nei confronti del proprietario dell'impianto. Difficilmente sia arriverebbe a tanto anche perché tra Comune e Taranto, mai come in questo momento storico, si è costituita una sinergia rafforzatasi in occasione della realizzazione dei lavori al campo B.
Come molto difficilmente si arriverebbe a costituire un "class action", vista l'entità dell'importo di cui si chiederebbe il rimborso, ma soprattutto le spese da sostenere e i tempi necessari per avere la sentenza definitiva che potrebbe essere anche non favorevole. Pertanto, convinti che il rischio paventato si scongiurerà sicuramente e che il Taranto non disputerà nessuna gara in campo neutro (domanda: dove?), chiariti i vari aspetti, adesso bisognerà continuare a concentrarsi sulla gara di sabato, dove l'Osservatorio, ha definito il match come "gara campione" tanto che solo 120/max 150 saranno i tagliandi riservati alla tifoseria tarantina, un numero molto esiguo che è in contrasto con lo spirito di questa stagione dove, proprio nella composizione del girone H, si era dato per certo un allentamento delle "restrizioni" che, come un cappio, avvolgono il collo del Taranto calcio e alla sua tifoseria.
Bisogna però continuare, ed allora, forza ragazzi, tornate da Bitonto fieri dei colori rosssoblu, con una bella prestazione e punti utili (possibilmente tre, ma almeno uno, se non fosse possibile il bottino pieno) per dare ulteriore iniezione di fiducia alla squadra e all'ambiente, un pò in fibrillazione.
Fabrizio Di Leo

