Domenica 19 maggio 2019. Nel post partita di Cerignola, il patron Giove comunicò dagli spogliatoi del Monterisi che Gigi Panarelli concludeva il suo percorso in rossoblu, in quanto era in itinere un nuovo progetto tecnico che, successivamente, fu preannunciato dall'ingaggio del nuovo Direttore Sportivo Sgrona e poi. ufficialmente dal 2 luglio, con il nuovo allenatore, Ragno.
Dopo, il raduno allo Iacovone, il ritiro di Polla ed una serie di amichevoli, con il solo stop contro il Francavilla in Sinni, finalmente il post Ferragosto si aprì con la Birra Raffo Cup, dall'esito noto e quindi il passaggio del primo turno superato contro l'Altamura. Quindi l'esordio sfortunato contro il Brindisi, poi sono seguite ben sette giornate, con tre sconfitte e quattro vittorie. Dalla gara interna contro il Sorrento iniziavano i mugugni, attutiti dalla vittoria interna sull'Altamura e quindi nella trasferta dell'anticipo al sabato con il Bitonto, il tracollo della squadra e l'affondamento del progetto ideato con il tecnico molfettese.
Domenica scorsa, quasi tra rulli di tamburi, stile pellerossa, è iniziata una due giorni intensa, impegnativa, carica di adrenalina, ma sfruttata nella massima riflessione e anche ponderatezza per la certificazione del fallimento del progetto e l'esonero del tecnico Ragno, comunque dal lato umano una vera degna persona che per una serie di motivazioni, di cui è superfluo parlarne, non ha dato le risposte con una squadra di tasso elevato, in qualità ed esperienza.
Gigi Panarelli è stato il prescelto tra una rosa che comprendeva, Dino Bitetto, Rigoli, ex tecnico dell'Akragas dei miracoli.
Quali però i motivi della scelta di Gigi Panarelli:
1) Lo scorso anno forgiò una squadra capace di recuperare il distacco creatosi inizialmente dalla formazione costruita da Cazzarò, arrivando fino al terzo posto ed alla finale play off di Cerignola (disputata dai ragazzi ionici ormai scarichi e finita in debacle, per un incontro comunque inutile ed ininfluente ai fini di eventuali ripescaggi in serie C);
2) adottava dei principi di gioco, o moduli come meglio li definiva, anche con un gioco apprezzabile che gli ha fatto conquistare tanti punti interni e sfiorare il record delle vittorie esterne nella storia del Taranto;
3) nello spogliatoio fungeva da ottimo psicologo, motivava tutti e nessun mugugno tra coloro che si accomodavano in panchina, quindi equilibrio massimo in settimana e la domenica in partita;
4) conosce abbastanza bene la piazza, essendo tarantino, quindi anche ben visto e ben voluto dalla tifoseria TUTTA, perché attento a far giocare i calciatori più adatti al modulo da proporre, alle caratteristiche dell'avversario, ma soprattutto più in forma al momento;
5) schivo nel tenere conferenze stampa, per carattere e per evitare fughe di notizie, gran lavoratore (entrata allo stadio già a prima mattina ed ultimo ad abbandonare lo Iacovone dopo le 21, spesso e volentieri);
6) grande comunicatore, ascoltato dalla truppa e spesso le sue argomentazioni incantano gli uditori; ottiene quasi sempre il massimo da ogni atleta che preferisce ascoltare personalmente e capirne eventuali problemi affliggenti;
7) nella rosa attuale conosce molto bene 7/8 atleti, suoi giocatori lo scorso anno, quindi una parte della truppa già è a conoscenza dei metodi di lavoro;
8) voleva lui, in prima persona, pensiero manifestato tra l'amarezza dello scorso maggio, la volontà e la voglia di non lasciare il discorso avviato nel campionato scorso, dopo quella brusca interruzione, in diretta televisiva.
In un'affollata sala stampa allo Iacovone, con al tavolo, presenti al completo i componenti dello staff dirigenziale e i massimi vertici societari, con il compito di moderatore ricoperto dall'Addetto Stampa Corbascio, Panarelli, innanzi tutto ha ringraziato il suo predecessore per il lavoro svolto, poi ha affermato di essere rimasto sorpreso della chiamata in così breve tempo (cinque mesi), pur avendo visto la squadra all'opera in qualche occasione, ma era un suo obbiettivo quello di tornare ad allenare il Taranto, lui, tifoso della compagine rossoblu anche perchè tarantino verace. Ha chiarito di aver parlato con Giove che ha fatto un passo indietro ovviamente assieme a lui. Dopo aver analizzato quello non andato bene dall'una e dall'altra parte, adesso l'obbiettivo è ripartire.
La piazza lo conosce, sa che tutti partiranno alla pari e chiaramente giocherà chi starà meglio, fornendo le migliori garanzie. Poichè la Società ha allestito un organico importante a Panarelli farà piacere ritrovare alcuni giocatori della squadra dello scorso campionato e poi dovrà valutare, conoscendo non solo quelli più attesi come Genchi e Guaita, ma anche tutti, compreso D'Agostino, con cui si è ripromesso di parlare singolarmente.
Chiaramente non entrerà nel merito di quello accaduto sotto la guida dell' allenatore, con la A maiuscola, suo predecessore, ma ovviamente il presidente gli ha richiesto di vincere il campionato, come già fatto la scorsa stagione.
Ha precisato che non lavora per moduli, ma per concetti di gioco. Con un cambio di allenatore è necessario aspettarsi se non altro uno scossone, perchè bisogna invertire la rotta. La settimana va avanti e si deve preparare il prossimo match e Panarelli con il nuovo staff (Allenatore in seconda Gianluca Triuzzi, Preparatore dei portieri Gianmario Petrelli, Preparatore Atletico Francesco Negro, Match Analyst Antonio Carnevale) si avvierà all'esordio domenica, contro il Gladiator di Troianello e Del Sorbo, scontro al vertice e incontro dal risultato fisso, l'1, perchè solo quello conta.
Il pubblico adesso DOVRA' FARE LA SUA PARTE, alibi non ce ne sono più, poi se la tifoseria avrà scelto, ancora una volta l'assenza, ce ne dovremo fare una ragione, Panarelli ha invitato TUTTI ad appoggiare questa squadra che porta i colori della nostra Città.
Gli uomini di Panarelli, nel contempo, se ne facciano una ragione. Per vedere il ritorno del grande pubblico, a Taranto, c' è bisogno della continua chiamata, "alla armi" (metaforica) dei tifosi, ma anche la squadra deve infilare un filotto di vittorie che spacchi il campionato e poi lo si gestisca fino al 3 magio 2020, ultima di campionato. Solo con la continuità e la bontà del gioco proposto, potranno arrivare i sospirati risultati, ma l'ambiente faccia il suo e ognuno, nel suo ruolo, dia il massimo, non perdendo di vista l'obiettivo finale. Adesso domenica c'è la grande attesa per la svolta impressa dalla Società e Panarelli (che non potrà sedere in panchina per quella squalifica di tre giornate rimediate proprio a Cerignola nella famosa finale play off), si compenetri in questo campionato, nel girone H, il più difficile in assoluto negli ultimi anni, almeno da quando i rossoblu lo stanno frequentando.
Grazie Gigi, per aver risposto alla chiamata della società che porta in alto i colori della tua Città natale, vedrai che la tifoseria, sempre favorevole alla tua posizione, ti appoggerà , nella speranza, o meglio convinzione che potrai essere il condottiero spartano rossoblu, primo figlio della nostra Taranto, a portare la squadra nel terzo gradino del calcio nazionale che conta.
Fabrizio Di Leo

