Taranto, quando finirà il tira a segno contro mister Ragno?

La nostra Città, per tanti versi inimitabile, conserva un vizio capitale, ovvero quella della lingua biforcuta, seminatrice di zizzania, utilizzata SEMPRE  a causa dell'invidia, gelosia e, spesso, per denigrare, demotivare qualcuno che abbia voglia, oltre a metter la faccia, anche di investire risorse, cospicue e , soprattutto da uscire dalle proprie tasche.

E' da oltre due anni che ormai vige lo sport del "tiro al piccione" verso il patron rossoblu, accusato delle peggiori nefandezze, ma i destinatari delle bordate sono diventati in pratica TUTTI coloro che operano, alla luce del sole o nell'ombra, perché scevri, all'interno della Società. Insomma, una fetta, sia pure ancora esigua, dell'opinione pubblica ha individuato a suo piacimento vecchi e nuovi bersagli, da colpire e centrare, per dire, in futuro,  "CE L'ABBIAMO FATTA!".

Adesso il famoso tiro a bersaglio, si è trasformato nel "tiro a... Ragno!" ovvero l'allenatore molfettese, accolto come un messia dall'INTERA PIAZZA IONICA,, portatore del verbo calcistico, viene sempre più criticato  e "spinto", da alcuni soloni del calcio locale, quasi ad essere invitato ad andare presso altri lidi.

Si sostiene, per esempio, che il Taranto non avrebbe  un gioco, ma non si rimarca, preliminarmente che,  proprio ieri, nel match con l'Altamura, Ragno ha dovuto operare delle scelte precise, stravolgendo lo schema classico (3 - 5 - 2) adottando un iniziale 4 - 3 - 1 - 2, per poter inserire D'Agostino CHE RIMANE L'ATLETA IMPRESCINDIBILE PER LE SORTI ROSSOBLU, inserito in un modulo inusuale facendo di necessità, virtù. L'Altamura è sembrato più tonico, anche dal punto di vista atletico e quindi più  aperto alla controffensiva, soprattutto sulla fascia dove agiva Guaita, non tanto per la facilità di penetrazione degli avanti murgiani, anche perchè sfugge l'aspetto più importante.

C'era, e ci sarà, ancora per qualche settimana il fondamentale aspetto dell'emergenza in difesa, in quanto, al momento,  saranno out per circa un mese Lanzolla ed Allegrini con Luigi Manzo, squalificato ancora per due turni (il primo già scontato ieri); a cui si sono aggiunti Pelliccia, reduce dal pestone rimediato nella gara di Coppa contro il Cerignola, il lungo degente Betti, mai potuto ammirare in campo, visto le sue notorie caratteristiche e, proprio ieri, qualche problema fisico anche per Ferrara, uscito precauzionalmente dal campo, in anticipo. Quindi , riepilogando, sei atleti del reparto arretrato, indisponibili hanno dovuto far sì che il Taranto soffrisse in difesa.

A Foggia, non è stato un caso che sulla rete ci fosse Matute a cercare di chiudere su Tortori, intervento errato in quanto il centrocampista, al 95°,  è giunto stremato e spremuto di energie, tanto che nell'unica azione difensiva mancata, si è deciso il risultato.

Guaita è un capitolo a parte. Sia lui che D'Agostino, nel ritiro di Polla, non hanno potuto lavorare bene, causa problemi fisici che, per l'ennesima volta è bene rimarcare, li hanno limitati e questo è un dato di fatto rilevante. Sparare addosso agli attaccanti, come Genchi, Croce ed anche Favetta, è proprio ingeneroso, l'ampiezza della rosa coniugata con lo stato di forma non al top, può comportare di non riuscire a portare punti in classifica.

Nell'analisi da sviscerare, i tre stop subiti (contro i due delle altre concorrenti degli ionici, ad eccezione dell'emergente Andria, solo uno stop subito, ed il Casarano, anch'egli con tre sconfitte subite, con una gara casalinga giocata in più), sono avvenuti con la squadra che ha creato delle occasioni importanti per realizzare più di qualche rete, soprattutto con Brindisi e Sorrento, mentre nella trasferta di Foggia, dopo il 1° tempo accettabile, quello successo nell'intervallo  ha condizionato la ripresa poi conclusasi, casualmente, con il goal subito, al 95°.

Ragno, bersaglio ormai preferito da parte di un'insoddisfatta fetta di tifoseria (che senso ha fischiare la squadra dopo un vittoria, come quella di ieri, quando i ragazzi si apprestavano a salutare la stessa tifoseria e ringraziarli per il sostegno ricevuto?) su cui sicuramente vi è una regia che alimenta il fuoco della disapprovazione , "a tutti i costi", non permettendo alla squadra la tranquillità massima e di poter lavorare con la massima attenzione e dedizione, in ottica delle gare successive, a partire da sabato prossimo, a Bitonto.

Ora, questa mancanza di serenità, porta ad errori o smagliature difensive, pertanto anche lo stato attuale di alcuni degli atleti non è al punto ottimale, ma imputare a Ragno di essere in confusione o di non valutare appeno i calciatori a disposizione, motivo per cui si chiederebbe allo stesso tecnico di trarne le conclusioni, sembra FANTACALCIO.

Quindi le attuali chiacchiere che vorrebbero che Ragno fosse IN BILICO, risultano INFONDATE e messe in giro anche da coloro che spererebbero di poter mendicare un posto in società, magari cercando di sgretolarne la credibilità, minando la figura dei vertici societari. Giove, comunque, ha sempre ribadito che Ragno, E' INTOCCABILE, VA AVANTI  PER IL PROGETTO, tracciato a maggio scorso, tanto che già dopo l'ingaggio di Sgrona, il lavoro sinergico ha portato al completamento di parte della rosa dell'anno scorso.

Coloro che non approvassero la linea programmatica di questa compagine societaria, SE NE FACCIANO UNA RAGIONE, se la Società volesse virare dal punto di vista tecnico, lo farà AUTONOMAMENTE, ma lo staff dirigenziale , di primissimo piano e d'esperienza assoluta, non CEDERA' ASSOLUTAMENTE a pressioni ed ingerenze esterne costruite ad arte e con fini neanche tanto reconditi.

Mister, vada avanti per la sua strada, con le sue convinzioni e secondo i suoi parametri di giudizio, SICURAMENTE, arriverà il tempo in cui il TIRO.... A RAGNO, sport antipatico, FINIRÀ' e i risultati che Lei otterrà, ANNICHILIRANNO COLORO CHE, SEMINATORI DI ZIZZANIA, saranno SPAZZATI VIA come la sabbia del deserto. 

VADA AVANTI e sempre FORZA TARANTO, occhio ora al big match di Bitonto, Lei saprà con quale modulo ed interpreti rappresenterà il film dell'incontro che i nostri ragazzi sicuramente sapranno correttamente preparare, sempre con dedizione e dovizia nella cura dei particolari. 

Fabrizio Di Leo