"Calcio e sentimenti
Tutti vogliamo bene a quella maglia, tutti la amiamo e ci emozioniamo quando un calciatore la sente come una seconda pelle. Non fa eccezione Cristiano che mai ha fatto mistero del suo attaccamento ed io anche per questo gli voglio un gran bene. Il calcio è sentimento per noi talvolta malattia. Ma dal sentimento al risentimento il passo è breve e quando subentra il secondo, spesso fa mettere il piede in fallo. Cristiano ha fatto un post accorato ma credo che alla fine e nella sostanza, tutto si riassume in un “l’allenatore non lo vede”... una storia che è vecchia come il calcio. Ed è pure una cosa normalissima.. e non mi pare che in campo lui quest’anno abbia mai fatto venire dubbi a Panarelli purtroppo. Aggiungiamoci anche che son state fatte sacrosante scelte tecniche e l’arrivo di Esposito è in linea oltre che scelta inconfutabile. Il calcio è fatto di sentimenti, ma un allenatore deve metterli da parte come è giusto che sia e chi non li condivide non è equo. Questa piazza meravigliosa, benedetta e dannata ha bisogno di normalità e di normalizzarsi e purtroppo un post su Facebook non aiuta in tal senso ed è non propriamente in tendenza con l’amore per la maglia. Perdonabile per carità, se dettata dalla delusione di un calciatore che sentiva quella rossoblu come una seconda pelle, ma le faccende di spogliatoio devono restare nelle mura di esso. Dei rapporti tra mister e un singolo giocatore non riguarda la piazza che è pregna di sentimenti che col calcio hanno molto a che fare, forse sono tutto. Ma un allenatore non è un tifoso, fa scelte e purtroppo o per fortuna in questo caso sono condivisibili anche nel bar dello sport che è Facebook. Vincere, questo conta per tutti e dobbiamo andare a vincere. La Vittoria sarà anche sua, di Cristiano Ancora."
Alberto Stendardi
