Taranto, i "veri" tifosi non abbandoneranno mai i colori rossoblu

Se è vero, nonché fisiologico, che la sconfitta di Gravina ha smorzato l'effetto del filotto, durato tre mesi, di risultati positivi, domani si  riprende quel discorso, bloccatosi all'indomani del match casalingo con il Fasano. 

Nella gara  in cui i rossoblu affronteranno i murgiani di Altamura sarà importante, nonché decisivo,  l'apporto dell'impagabile tifoseria, capace quest'anno di spingere  la squadra di Panarelli a superare gli  "scogli" Cerignola (7500 presenze), Savoia (5000 sostenitori) e Fasano (gara post Andria e settimana precedente la penalizzazione subita, con 4500 supporters sugli spalti). 

La prevendita, iniziata molto a rilento per il numero dei tagliandi finora staccati, sicuramente avrà il suo picco nella serata odierna e, come tradizione, nella mattinata di domani, nelle ore antecedenti il fischio d'inizio, fissato per le ore 15.00. 

Dopo un frugale pasto, comodamente  digeribile, i tifosi potranno recarsi allo Iacovone per spingere i ragazzi a superare gli avversari bianco rossi e conquistare il massimo risultato con la convinzione di continuare la corsa nel trenino "promozione", composto dalla locomotiva Picerno e dai vagoni Cerignola e, ovviamente, Taranto.

Da queste pagine, se mai ce ne fosse bisogno, invitiamo l'impagabile tifoseria ionica a  sostenere la squadra, i nostri colori, accorrendo allo stadio per godere,  in un pomeriggio assolato di metà marzo,  di calcio godibile che possa, nel contempo, spingere il Taranto verso posizioni di vertice, il tutto sempre in attesa sia della restituzione del punto di penalità (sentenza attesa il 21 prossimo) che del big match,  previsto il 18 aprile, al Curcio di Picerno, gara che dovrà essere coronata, oltre  che dal risultato, anche  dall'impegno e sforzo massimo stagionale.

Tifosi, date una mano  ai ragazzi rossoblu, accorrete allo stadio e supportateli con il vostro inimitabile sostegno, per riaprire i cuori alla speranza  e, se credete che questa sia una "chiamata alle armi", consideratela tale,  perché il successo sia anche il vostro e domani  possiate  raccontare, ai vostri figli e nipoti,  "io... c'ero!" .

Fabrizio Di Leo