Taranto, inizia nel segno di D'Agostino e Stefano Manzo il Panarelli bis

Era tanta l'attesa per la "prima" di Panarelli, per il suo secondo esordio sulla panchina rossoblu (per l'occasione, squalificato e scontava la prima, di due giornate, rimediate nella finale di Cerignola, lo scorso 19 maggio), e dopo una dura settimana, con tanti avvenimenti occorsi in seno al Taranto calcio, il tecnico tarantino optava per il classico 4 - 2 - 3 - 1, ovvero davanti a Sposito la linea composta da Pelliccia, Luigi Manzo, Benvenga e Ferrara, davanti a loro Stefano Manzo e  Cuccurullo, poi la linea a tre composta da Oggiano, D'Agostino e Guaita, avanti unico puntero, Favetta. Gli ospiti, provenienti da una serie positiva di ben sei risultati utili consecutivi si affidavano ad uno schieramento che aveva come terminale offensivo lo "spauracchio" Del Sorbo, sempre pericoloso nelle sue azioni.

Nei primi minuti, la gara vedeva il Taranto gradualmente prendere in mano le redini del gioco e il centrocampo faceva da filtro alle azioni degli avversari, ma al 22° minuto, Guaita, con un rasoterra impegnava Zagari che, respingendo la bordata, la neutralizzava. Ancora Taranto, al 26°, con un gran colpo di testa di Favetta, su cross dalla sinistra, ma sulla linea di porta respingeva il difensore Sal.

Al 28°, la formazione casertana si faceva notare per una conclusione da fuori area di Ziello, il cui tiro scoccato era deviato in angolo da Sposito. Quindi al 30°, il risultato si sbloccava. Sugli sviluppi di un corner, battuto alla destra di Sposito, il pallone scavalcava il portiere ionico e ben appostato, alle sue spalle, Del Sorbo, incornando la sfera, la depositava nella rete sguarnita. Giusto dopo sette anni ed un mese (era il 9 settembre 2012) Del Sorbo segnava una rete al Taranto ed anche in quella occasione, finì 0 a 3, l'attaccante campano era nelle file del Gladiator delle  meraviglie (terminò secondo, alle spalle dell'Ischia imbattibile di Campilongo), e la sua rete confezionò il risultato finale.

Tornando alla gara, al 38°, su un bel cross dalla destra, colpo di testa di Favetta, impreciso e  alto di poco. Al 41°, ospiti pericolosi, Confezionavano un'azione pericolosa che portava, a botta sicura, ancora Del Sorbo, a tu per tu con Sposito, bravo a respingere d'istinto. Al 43°, Taranto ancora propositivo, con un gran tiro di Favetta, alto di non molto.

Uscita dal campo con qualche mugugno e fischi da parte della tifoseria, soprattutto quella della Nord, per una sorta di "sciopero", durato il primo tempo che non ha visto la torcida rossoblu sostenere la squadra (con esposizione di striscione contro società e giocatori), la ripresa era disputata con diverso piglio dai rossoblu.

Al 3° una bella azione di Stefano Manzo , per Pelliccia, cross nel cuore dell'area dove D'Agostino con un piattone piazzava la palla dell'1 a 1 , sotto la traversa della porta ospite. Il Taranto insisteva e, al 20° trovava il goal del sorpasso. Era Stefano Manzo che con una conclusione da fuori area, trovava un eurogoal su cui il portiere campano nulla poteva. Una volta in vantaggio, i rossoblu insistevano e su un angolo, D'Agostino concludeva sul palo esterno destro, una bella conclusione.

A questo punto il tecnico del Gladiator tentava il tutto per tutto, e, alla mezzora,  i sammaritani con Di Paola, si rendevano pericolosi. Sposito era bravo a neutralizzare la conclusione, a botta sicura.

Al 32°, il Taranto chiudeva virtualmente il match. D'Agostino con un gran rasoterra dal limite dell'area ospite, trafiggeva alla sua destra il portiere del Gladiator. 

A questo punto la classica girandola delle sostituzioni, dopo Genchi per Favetta e Matute per Guaita, erano  Masi per Cuccurullo e Croce per  D'Agostino, uscito con una standing ovation di qualche minuto da parte della tribuna. 

Al 39°, altra palla goal , questa volta per Genchi di sinistro,  da dentro l'area,  impegnava il portiere avversario che respingeva, ma Masi, il primo a giungere sulla palla, sparava sull'esterno della rete. Dopo l'ultima sostituzione, ovvero Russo per Oggiano, proprio al 90°, nitida palla goal per gli ionici. Cross dalla destra, avvitamento di Genchi, di testa, che costringeva ad una parata difficile l'estremo sammatritano.

Terminava così il match con una bella vittoria, che permetteva al Taranto di tenersi agganciato al treno delle prime, ma la nota stonata rimaneva i fischi e i mugugni, rivolti ai calciatori ionici, oggetto,  assieme alla società,  di uno "sciopero" del tifo organizzato dai gruppi della Nord, certificante, ormai senza più alibi, l'assenza di unità d'intenti, più volte sbandierato e annunciato, ma ormai la squadra dovrà, come gli orfani, camminare  da sola con le proprie gambe, senza il supporto di una fetta di tifoseria.

A parte questa nota stonata, l'ultima domenica d'ottobre ha mostrato un eccellente D'Agostino, il mattatore del match, Strefano Manzo, un cursore da pieni polmoni, capace con un gran bolide di portare in vantaggio la squadra, quindi Oggiano, in ottimo stato di forma una freccia, imprendibile sulla fascia molto propositivo, quindi Ferrara,  under per l'anagrafe, ma un over per la sua tecnica, qualità ed agonismo, Cuccurullo, disciplinato e propositivo nel ruolo indicato da Panarelli. Insomma una prova discreta del Taranto, definito convalescente, ma il nuovo medico (Panarelli), con alcuni accorgimenti ha già delineato il nuovo assetto del Taranto, atteso ora dalla impegnativa trasferta di Vallo della Lucania (contro la Gelbison), per la riconferma nel gioco e nel risultato, ma banco di prova per ulteriori progressi che dovranno essere mostrati anche lontano da casa, pur nella consapevolezza che ci saranno altre gare certificanti sia i miglioramenti che la scalata alle posizioni di vertice.

Fabrizio Di Leo