La nostra Città si è caratterizzata per la fantasia che determinati soggetti hanno, tale da inventare figure più o meno "professionali", al passo con i tempi moderni, che, a volte rasentano il ridicolo. Dal mese di agosto è spuntata, quasi dal nulla, la figura del "tirapiedi", derivante dalla vecchia tradizone popolare del "preca muert", ovvero di colui che, pagato, si ergeva, con tanto di fazzolletto, cappello nero e bardato a lutto a "dispensare preci per il caro estinto" e tenere vive, nel ricordo, le esequie del "de cuius" , soprattutto in prossimità della sepoltura.
Bene, nel tempo questa improponibile figura si è evoluta e raffinata, in quanto il grado culturale, fortunatamente, si è elevato ed allora i "nipoti" del "preca muert" sono gli attuali "tirapiedi".
Quale la differenza? Il tirapiedi attua una strategia, sottile, melliflua, convincente, oralmente o per iscritto, tale da ingenerare, come un tarlo, prima il dubbio, poi la convinzione ed infine la certezza che il suo bersaglio sia un inetto, un incapace, un rammollito, un soggetto privo di personalità, forse anche di stima, insomma un essere quasi inutile, tale da cercare di accompagnarlo al momento, tipico dell'"insalutato ospite", ovvero all'esilio in altri lidi.
Venendo all'attualità, dal mese di luglio, inizio di agosto, anche per il Taranto è arrivato, l'assalto dei "tirapiedi", stile quello dei fuoriliegge alle diligenze nel Far West, insomma un tutti contro uno, l' "uomo solo" quello che poi è il cosiddetto padrone della diligenza o il mentore del gruppo, in questo caso mister Ragno.
Osannato allenatore di prima fascia, con un'invidiabile palmares, fin dall'estate, nei suoi confronti sono stati formulati innumerevoli rilievi, quasi che tutti fossero direttori tecnici o addirittura general manager e, quindi, la stagione è inziata con qualche mugugno, ma è la classica posizione di una fetta dell'opinione pubblica, sempre scontenta e frettolosa di avere i risultati, seguaci di quel famoso antico adagio che recitava "la gatta frettolosa, fece i figli ciechi!", cioè con un vizio capitale di cui gli esseri umani ne sono ricchi, mentre nella nostra Città, scarseggia o ne è assente, la pazienza, quasi merce rara.
Ed allora, con queste premesse, sono spuntati come funghi un numero cospicui di soggetti che, come tirapiedi, ripetiamo dall'inzio della stagione 2019 - 20, cioè dal raduno, e poi dal ritiro di Polla, hanno cercato in tutti i modi di "tirare i piedi", dopo i vertici societari, anche a Nicola Ragno, un uomo, oltre che tecnico preparato, accolto con grande entusiasmo dalla stragande maggioranmza dell'opinione pubblica, ma con un lavorio degno dei famosi "tarli del legno", i "tirapiedi, sono riusciti nell'intento di costringere la compagine societaria ad avere incertezze sulla continuazione dell'avventura del tecnico molfettese in riva allo Ionio.
Non sappiamo cosa potrà accadere in futuro in seno al Taranto, in base alle scelte societarie, una cosa risulta chiara che anche il mondo del calcio è infestato da tante mele marce che per propri oscuri tornaconti, utilizzano mezzi improntati alla massima slealtà intellettuale, salvo poi, fingendo costernazione e rammarico, ostentare alla stragrande parte dell'opinione pubblica, la propria fede nei i confronti della squadra del cuore, dei colori, che ovviamente, secondo questi soggetti, nulla hanno a che vedere con coloro che permettono affinchè questo giocattolo, la domenica, possa far svagare un numero di persone (tifosi), in quella ora e trenta, o forse più, con un calcio, purtroppo ancora di serie D.
E' però arrivato il momento di dire basta! In questa Città, se si vuole crescere, o si rema tutti dalla stessa parte oppure, sia chiaro, e i numeri non mentono, non si andrà mai da nessuna parte!
Ciò potrebbe essere plausibile per coloro che sono bravi ad assumere queste posizioni, definiamole "particolari", a patto che poi non ci si lamenti, perchè allora bisognerà essere netti sulla propria posizione che deve rispecchiare un'ennesima caratteristica dell'animo umano: la coerenza.
Si è favorevoli o contrari, ma non neutri ed aspettare di saltare sul classico "carro dei vincitori", perchè l'ambiguità è uno delle peggiori posizioni da mantenere e rispettare a tutti i costi.
Lunedì 21, si aprirà comunque una settimana di passione e qualsiasi siano le decisioni che prenderà, ritenute condivisibili o meno, la società, lo farà con il proprio portafoglio, sempre per il bene dei colori rossoblu e comuque si è in tempo per essere ancora in corsa, perchè questo campionato, ad oggi, non ha espresso:
1) la squadra ammazza campionato;
2) e siamo all'8^ giornata, la formazione stellare del girone, capace di gestire questo campionato, notoriamente difficile tanto che non è un caso che la capolista ha un vantaggio sui rossoblu di quattro punti, recuperabilissimi;
3) nessuna formazione presenta un gioco spettacolare ed autoritario, anzi, molti dei club con panchine corte, annaspano, nonostante gli investimenti effetuati;
4) che nessuno vincerà con un bottino di punti alto e la vincitrice non avrà un grosso distacco rispetto alle dirette concorrenti.
Ora dobbiamo aspettare, ma l'impegno, di TUTTI, TUTTI compreso anche i neo soggetti definiti "tirapiedi", dovrà essere quello di remare dalla stessa parte perchè, non ci stancheremo di ripeterlo, questo campionato SI PUO', O MEGLIO SI DEVE, V I N C E R E, costi quel che costi.
Fabrizio Di Leo

