Taranto, la compattezza del gruppo ritrova la vittoria esterna

La trasferta di Vallo della Lucania  era  considerata di media alta difficoltà, se non  altro per un paio di dati statistici che accompagnavano  la formazione vallese della Gelbison.

La squadra del tecnico Alessio Martino (squaliifcato e quindi in tribuna nel match odierno) era imbattuta nelle gare tra le proprie mura e soprattutto la porta di Berardino D'Agostino era ancora inviolata. Il Taranto, reduce dalla gara di Coppa a Fasano, coincisa con l'eliminazione dalla competizione, era schierato da Panarelli (all'ultimo turno in tribuna, per la famosa squalifica post Cerignola), con il suo classico modulo ovvero il 4 -2 - 3 - 1 ovvero davanti a Sposito, la linea Pelliccia, Benvenga, Luigi Manzo e Ferrara, quindi i due di centro campo, Stefano Manzo e Cuccurullo, poi il trirente Oggiano, D'Agostino e Guaita,  con Genchi, unico puntero.

Gara molto tattica, con le difese a prevalere sugli attacchi, tanto che nella cronaca, azioni pericolose non se ne contavano, e si arrivava al 42' quando Stefano D'Agostino lanciava  Oggiano, bravo a superare il portiere Berardino D'Agostino  e con un tocco di testa precedeva il difensore locale con la palla che si infilava in nella porta sguarnita.

Nel secondo tempo, il Taranto più incisivo cervava di tenere lontano gli avversari, tattica che riusciva abbastanza bene, anche perchè Panarelli iniziava subito la girandola delle sostituzioni, ovvero subito fuori Oggiano e Cuccurullo per Matute e Marino, poi con l'incendere del cmatch, quasi un'inerzia continuativa, Favetta per Guaita, quindi Masi per Pelliccia e Croce per Genchi. Si arrivava al 96°, ma la prestazione era da considerarsi altramente positiva, soprattutto per quella ritrovata compattezza che ha permesso agli ionici, dopo il vantaggio, di  restare davanti ai locali e contenere le eventuali velleità dei rossobolu salernitani.

In effetti, il migliore assoluto rimaneva Matute, uno spartano con elmo, spadaee scudo, un baluardo invalicabile e buon propositore delle azioni tarantine, quindi, tra gli eccellenti: Ferrara, over a pieno titolo, nonostante la carta d'identità; Stefano D'Agostino, bravo a prendere per mano la squadra e fungere da direttore d'orchestra;  Oggiano, un sette polmoni e nuova prestazione da incorniciare, impreziosita dal goal d'astuzia, sul suggerimento del fantasista genovese, inoltre prova maiuscola di Stefano Manzo come sempre roccioso a centrocampo e difficilmente superabile dagli avversari di turno.

Dicevamo però l'aspetto più importante è stata  la ritrovata compatezza del gruppo, caratteristica fondamentale nella rincorsa decisiva lo scorso anno per i colori rossoblu. Gli stessi "panchinari",odierni, quando in campo, non hanno avuto alcuna esitazione e il modulo non ha subito i natutali sbilanciamenti quando si cambiano, spesso,  gli interpreti.

Come si avuta questa nuova ritrovata caratteristica? Merito suciramente di Panarelli che ha rimescolato le pedine a sua disposizione, mettendo gli uomini giusti,  nei posti giusti, avendo però un modulo base da adottare.

Chiaramente  ci si dovrà subito concentrare sul prossimo impegno di campionato, il primo con Panarelli in panchina, fisicamente, ovvero il match con Agropoli, capace, proprio oggi di fermare sul pari il Fasano dopo essere stato in vantaggio due volte e rimontato dai  brindisini sino al 2 a 2 finale. 

La soddisfazione per la vittoria, veniva leggermente annacquata dai risultati provenienti da Bitonto e Foggia, dove i padroni di casa avevano superato i loro rispettivi avversari. Di contro le crisi ormai evidenziate di Andria e Cerignola, ora distanti dalla vetta  nove ed undici punti, hanno parzialmente allontanato questi club dalla lotta al primato, ma anche la sconfitta del Casarano, a Foggia, ed il pari del Brindisi, a Sorrento (campo diffcilissimo), hanno decretato, forse l'inizio dello scivolamento nella "pancia" della classifica.

E, domenica prossima, il match con l'Agropoli, da prepare con la solita certosina pazienza e dedizione da parte di Panarelli e ragazzi, servirà per continuare a restare attaccati al "treno"e di testa, attualmente formato dal trio Bitonto, Foggia e Fasano.

Questa sarà però un'altra storia da scrivere allo Iacovone, domenica 10 novembre. alle ore 14,30, con il conforto del pubblico, speriamo più numeroso dello "zoccolo duro" finora visto, tifoseria che oggi a Vallo di Lucania, ha fatto sentire i ragazzi rossoblu come se si fosse in casa, nonostante fosse rappresenta da circa 200  tifosi.

Fabrizio Di Leo