Non sarà clamorosa, brillante o convincente ma è pur sempre una vittoria. Al "Morra" di Vallo della Lucania il Taranto conquista il secondo successo consecutivo in campionato e lo fa di misura grazie al bellissimo gol del redivivo Fabio Oggiano. Di fronte ha avuto una Gelbison rognosa e ben organizzata, non a caso miglior difesa del campionato assieme al forte Bitonto, che in casa non aveva ancora subito neanche una rete.
La squadra campana non eccelle in nulla ma ha dimostrato di avere un'ottima ossatura per la categoria con calciatori come Mautone, Cassaro ed Uliano che conferiscono alla rosa grande esperienza.
Da non sottovalutare inoltre l'attacco composto da Orlando e Varela, di sicuro non molto prolifico ma dotato di indiscusse doti tecniche.
Per la sua prima trasferta stagionale Panarelli si è affidato al solito 4-2-3-1, identico alla vittoria casalinga contro il Gladiator eccezion fatta per il ritorno di Genchi da titolare al posto di Favetta. Sarà proprio l'attaccante barese a creare la prima vera occasione tarantina, con un bolide dai venticinque metri che scheggia la parte alta della traversa. Il bomber, capace di segnare oltre cinquanta gol in rossoblu sembra ancora in letargo, ma partita dopo partita sta cercando di rispolverare i suoi colpi da maestro, che avevano fatto innamorare la città bimare. Pregevole anche il dribbling in un fazzoletto di terreno sul finale di gara, che per poco non porta al raddoppio. In una gara nel complesso anonima ed avulsa bisogna accontentarsi di questi due segnali positivi, sperando in un futuro più roseo per lui.
Chi non si smentisce mai è invece il capitano Stefano D'Agostino, sempre più anima e trascinatore della squadra. L'assist confezionato per il buon Oggiano vale da solo il prezzo del biglietto, una perla di rara bellezza che ha scrollato dal match un fastidioso torpore.
Dall'assistente passiamo all'assistito: un Fabio Oggiano che alla seconda da titolare trova il gol del riscatto dopo un inizio di campionato da esiliato in panchina. Anche da parte sua non è arrivata una prestazione impeccabile, soprattutto prima del gol non sembrava avere tanta lucidità commettendo parecchi errori, ma il match winner merita sempre una menzione d'onore. Il suo è un vero eurogol, in cui salta il portiere avversario con un elegante sombrero e riesce a concludere a rete con un potente colpo di testa. Torna la sua classica capriola sotto il settore rossoblu che mancava ormai da troppi mesi, ancor più bella quando vale tre punti.
Tra i flop di giornata invece bisogna sicuramente parlare della catena di destra composta da Pelliccia e Guaita. Il terzino campano dopo un esordio da applausi è tornato agli standard della passata stagione in cui non è mai riuscito a brillare. Se in fase difensiva riesce a cavarsela senza troppi affanni, con la palla tra i piedi mostra tutti i suoi limiti non azzeccando neanche un passaggio e bloccando ripetutamente la manovra rossoblu, fattore che in altre circostanze potrebbe costar caro.
Per quanto riguarda il furetto ex Potenza si può parlare di furia francese e ritirata spagnola. Nella scorsa partita sembrava aver subito la scossa positiva dell'avvicendamento in panchina, tornando alla solita prestazione di corsa e tecnica. A Vallo della Lucania invece è stato evanescente, impegnandosi tanto ma senza grossi risultati. Le sgroppate palla al piede e gli assist a cui aveva abituato i tifosi potentini, ma anche tarantini nel precampionato, stanno mancando ed il gioco del Taranto ne risente.
Fondamentale sarà il prossimo turno, contro un Agropoli in fiducia dopo l'ottimo pareggio casalingo contro il Fasano. L'opportunità di trovare la terza vittoria consecutiva è ghiotta, così come la possibilità di acquisire fiducia e consapevolezza in vista di impegni sicuramente più ostici. Vietato sbagliare.
Gabriele Campa

